Sussurri di velluto


Traiettoria

Rannicchiata sul letto osservo avidamente l’indice della mia mano destra, avvolto da un lungo anello argentato; mi ricorda un’armatura.

Le lenzuola conservano il passaggio del suo corpo: pieghe si diffrangono, increspando il tessuto come fosse acqua.

Mi ha infilato al dito il suo anello; adesso avviluppa – fasciandolo – il mio indice.

Strofino il naso sul braccio sinistro intorpidito e il profumo della crema mi entra nelle narici. Vaniglia misto sudore. Il suo. Inspiro a fondo.

Poi mi guardo; il grande specchio di fronte al letto mi restituisce capelli arruffati e scurissimi:

fanno a pugni con il bianco della mia vestaglia di raso.

Mascara sbavato in rigoli di piacere.

Alzo il braccio destro e lo sguardo viene catturato dal riflesso dell’anello; una alla volta disarticolo le mie dita, come se suonassi una melodia fantasma. Mi lascio ipnotizzare da quel gioiello: è freddo, a contatto con la mia pelle. Eppure, è come se fosse appena stato forgiato: lo sento incandescente.

La mano, discendendo, approda sul mio collo; il metallo dell’anello si appoggia alla giugulare. Mi lascio trascinare da questa corrente.

Sento le palpitazioni del mio cuore sfondare il palmo della mia mano.

Inspiro, trattengo. Stringo.

Stringo fino a conficcarmi le unghie nella pelle.

Espiro. Lascio che la mia mano segua le curve dei miei contorni, fino ad arrivare al mio fianco nudo.

La mia carne si risveglia al contatto delle fredde venature dell’anello; la sento fremere.

È l’anello a decidere la traiettoria da seguire: fluisce ingordo fino ad incontrare il perimetro della vestaglia; alzandola, s’infiltra in uno minuscolo spiraglio, continuando la sua incursione.

La sua meta è la conca imperfetta che le mie cosce sovrapposte creano. Lo lascio scivolare fino ad incontrare la clitoride. Il sangue la innerva. Pulsa, sotto il gelido argento. Le labbra, arrendevoli, si abbandonano all’invasione. L’armatura argentea che cinge il mio indice si fa spazio, lentamente, dentro di me.

Caldo e umido inghiottiscono il gioiello.

La mia schiena s’inarca.

Anelo.