Nel regno animale accadono fenomeni che paiono inspiegabili, quasi magici.
Uno di questi è la bioluminescenza.
La bioluminescenza è un processo chimico che vede coinvolta la luciferina – sostanza chimica – e l’ossigeno: quando questi due elementi s’incontrano in presenza della luciferasi – enzima – danno vita a un incanto.
Sera di fine maggio: l’aria si fa frizzante, ha il sapore di una promessa estiva.
Sulla pelle scoperta brividi s’accavallano. La vita palpita, chiede d’essere accolta.
La musica sovrasta il chiacchiericcio, palpabile l’atmosfera di inaspettato, di “può accadere qualsiasi cosa, su, dai, lasciati andare”.
I corpi si muovono: alcuni danzano, assorti; altri si studiano, distanti.
Sopra un tavolo, un lungo foglio attende d’essere riempito di sortilegi d’amore: è un compleanno atipico, questo, e la festeggiata ha organizzato un rituale propiziatorio al fiume.
Sorseggio del vino dozzinale, mi guardo intorno fino a quando un lampo verde mi colpisce: nel dehors affollato due occhi mi chiamano, insistenti, inchiodandomi.
Mi porge la mano, piacere di conoscerti, occhi incastrati negli occhi, uno sguardo che denuda, scava nei meandri più profondi del desiderio, mentre tutt’intorno la vita continua a vorticare, indifferente.
Chi è quello?, domando alla regina della festa, mentre lo sconosciuto s’avvicina.
Che bello questo posto, non sembra neanche di essere a Torino, osservo;
Sì, è uno spazio incontaminato, vuoi vedere la cosa più bella che nasconde?, risponde la festeggiata; Seguitemi.
Fuori dal dehors c’è un sentierino, lo imbocchiamo: io, la regina e lo sconosciuto dagli occhi verdi.
L’erba alta mi accarezza le gambe nude, solleticandomi; intorno a me orti e alberi, ancora alberi.
Il sentiero è stretto, camminiamo in fila indiana. Il silenzio del bosco c’ingloba.
Arriviamo davanti un piccolo cancelletto di legno, lo attraversiamo: dietro, i rumori della festa; davanti a noi, il buio pesto, e un suono scrosciante.
Il fiume.
Tutt’intorno scintillii dorati brllano a intermittenza: la distesa di lucciole ci smorza il fiato.
Qui accenderemo il falò, dopo, donando al fiume il lungo lenzuolo riempito di sortilegi; avete scritto il vostro,? ci domanda la regina;
No, non ancora, adesso lo faccio. Anche se significa voltarmi e lasciare indietro le lucciole.
Accanto al tavolo c’è un banchetto: ogni invitato qui deve fare una tappa per adeguarsi al dress code della festa.
Glitter e brillantini.
Sotto le luci stroboscopiche della festa sembriamo tutti delle lucciole.
Com’è che ti sei scampato i brillantini in faccia?, domando allo sconosciuto;
Vieni, te li metto io.
Ci sediamo uno di fronte all’altra, così vicini da inspirarci l’aria a vicenda.
Scelgo con cura i brillantini da attaccargli alla coda dell’occhio.
Ti piacciono questi?
Le mie dita percepiscono un’elettricità ancestrale; con l’indice stacco un brillantino e, delicatamente, lo tengo tra questo e il pollice, la colla rivolta verso la sua pelle.
Mi avvicino e di riflesso chiude gli occhi.
Premo, la colla aderisce sotto la pressione delle mie dita.
Riapre gli occhi e il suo sguardo m’inghiotte:
non c’è più nulla intorno a me, nulla intorno a noi, il tempo si è cristallizzato.
Dove sono?
La mia gamba sfiora la sua, sento il suo desiderio. Ha lo stesso suono del mio.
Siamo sotto un incantesimo forse, il mio sguardo lo incatena, il suo sguardo mi annega.
Ti va di andare a vedere le lucciole?, mi domanda all’orecchio;
mi prende per mano e si alza.
Le parole sono superflue, un orpello inutile.
Mi alzo, mi lascio condurre.
E sono di nuovo su quel sentiero stretto: questa volta io e lui e nessun altro, solo alberi e alberi e il suono sempre più forte del fiume.
Nel regno animale accadono fenomeni che paiono inspiegabili, quasi magici.
Uno di questi è la bioluminescenza.
Le lucciole formano costellazioni nei prati e noi chiamiamo poesia l’atmosfera che creano.
Nel regno degli umani accadono fenomeni che paiono inspiegabili, quasi magici.
Uno di questi è l’attrazione.
L’attrazione fisica attiva nel cervello un effetto domino di risposte chimiche ed elettriche.
L’attrazione fisica è un processo chimico,
e noi chiamiamo innamoramento la sensazione di farfalle nello stomaco.
Da quella notte piena di promesse estive, però,
non sono farfalle,
ma lucciole quelle che brillano nel mio stomaco.
Una distesa infinita di lucciole nel buio.